SERVIZIO IDRICO. LA GIUNTA REGIONALE APPROVA IL DDL DI RIFORMA, MA L'ANCI AVVERTE: «TENERE CONTO DEI COMUNI»

PALERMO - Dagli attuali nove ambiti a un Ambito territoriale ottimale unico; istituzione dell’Autorità idrica siciliana (Ais); introduzione della tariffa media ponderata regionale. Sono le principali novità del disegno di legge di iniziativa governativa per la riforma del servizio idrico regionale. Ma l'Anci Sicilia, l'associazione dei Comuni siciliani, avverte il governo Schifani.

L'obiettivo che si pone la giunta regionale è superare la logica della frammentazione e gestire il servizio idrico regionale in maniera uniforme in tutto il territorio della Sicilia. Il ddl, approvato martedì 26 maggio dalla giunta Schifani, è pronto per essere inviato all’Assemblea regionale Siciliana per il necessario percorso legislativo.

«Un disegno di legge che ha la portata di una vera e propria riforma - afferma l’assessore regionale all’Energia e ai servizi di pubblica utilità Francesco Colianni - e che prova a superare le criticità indicate da Corte dei Conti e Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, in merito ai profili di economicità, efficienza ed efficacia dell’attuale gestione». 

«Andiamo finalmente oltre la frammentazione del territorio - sottolinea Colianni - nella direzione di una gestione industriale su larga scala che ci permetterà di superare i gap infrastrutturali delle diverse zone dell’Isola, pianificando interventi complessi su dighe, impianti di potabilizzazione e reti, necessari per contrastare i cronici deficit idrici dell’Isola. Inoltre, vogliamo introdurre misure di grande valore sociale che vadano a vantaggio dei cittadini siciliani e, in particolare, delle fasce più fragili e in difficoltà economiche».

La novità più significativa è il passaggio dagli attuali nove ambiti, coincidenti con le ex province dell’Isola, a un Ambito territoriale ottimale unico. Viene, inoltre, istituita l’Autorità idrica siciliana (Ais), ente pubblico non economico rappresentativo di tutti i Comuni siciliani, che eserciterà una governance uniforme su tutto il territorio regionale. I nove sub-ambiti gestionali diventeranno organi periferici dell’Ais con funzioni propositive e di consultazione.

Il ddl introduce, inoltre, il principio della tariffa media ponderata regionale che, attraverso meccanismi perequativi e compensativi, punta a una ripartizione più equa dei costi del servizio idrico tra i cittadini siciliani. In termini di tutela sociale viene garantito l’accesso universale all’acqua, mediante l’erogazione giornaliera di 50 litri per persona, e l’integrazione del bonus idrico nazionale per l’utenza meno abbiente. 

Sul progetto di riforma, si è fatta sentire l'Anci regionale, per voce di Marco Corsaro, sindaco di Misterbianco, presidente della Commissione nazionale Anci Mezzogiorno e Politiche per la Coesione e componente del direttivo regionale Anci Sicilia, perché «comuni e cittadini non siano trattati da spettatori: la Regione ascolti i territori e tenga conto anche di quanto sta accadendo con i gestori unici».

«La riforma può diventare un’occasione utile per correggere le distorsioni e rendere più efficiente il sistema – ha aggiunto Corsaro – ma servono idee chiare, tempi certi e soprattutto un iter realmente partecipato. In una fase già complessa, non si può immaginare una riorganizzazione del settore che non tenga conto del ruolo dei Comuni, sui quali ricadono quotidianamente responsabilità, pressioni e costi sociali».

(RN)

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